90 LA PAURA

Questo filmato è più lungo dei soliti, ma inquadra perfettamente il problema

La riffa è andata male, ed era prevedibile.
Quando proposi questa idea nel lontano 2011 all’allora direttore del compartimento iva del ministero delle finanze (si chiamava così), la sua applicazione prevedeva un metodo semplice, fatto apposta per non far scervellare i contribuenti.
Parlo della lotteria degli scontrini fiscali che prevista dalla legge di stabilità del 2017 (Decreto Legge n.193/2016 convertito nella Legge n.232/2016), ha visto la luce un paio di anni dopo, Malta e Portogallo l’avevano adottate nel 2014, con discreto successo. A Malta, per partecipare bisogna consegnare gli scontrini per posta o a mano; l’estrazione avviene in luogo pubblico e il premio ammonta a 100 volte il valore dello scontrino. In Portogallo, la “fattura fortunata” (Fatura da Sorte) mette in palio 35mila euro di buoni del Tesoro a settimana; ma non solo loro hanno istituito un sistema di premi al contribuente. In Europa anche la Grecia, l’Albania, la Romania e la Slovacchia li hanno istituiti a partire dal 2013 in poi. Non credo che si siano rifatti alla mia idea dopo aver letto l’articolo che parlava di questo, sarei presuntuoso, in Cina era stata proposta nel 1998, anche se giuro non lo sapevo.
La mia proposta era così articolata e pubblicata sulla rivista on line contrappunti: (22 dicembre 2011) Qualche mio pensiero al margine alla nostra Nota informativa 14 del 20/12/2011 (allegata in fondo). Volendo fare una riflessione sull’adozione delle ultime misure legislative atte a contrastare la crisi economica, c’è da rilevare come il principio ispiratore sia sempre quello della contrapposizione del potere politico con i cittadini. Non si cerca una collaborazione, ma solo l’imposizione che a volte diventa estremamente punitiva per chi colpe non ha, salvaguardando chi la crisi l’ha provocata o quantomeno agevolata; si è cercato un governo di “tecnici” (che comunque hanno sempre avuto introduzioni e buoni rapporti con il Palazzo) ma alla luce di questi primi giorni di “nuovo corso” era meglio cercare un governo di “carattere e personalità” che andasse avanti con idee innovative e che non tenesse conto degli interessi dei potenti. I problemi immediati sono la lotta all’evasione, la promozione dei consumi e la produttività: con un po’ di fantasia si potevano affrontare in modo diverso e meno traumatico.
Il primo problema si poteva, in parte, risolvere sfruttando la predisposizione degli italiani al gioco del lotto. Mi spiego meglio: i codici ATECO sono circa 1.200 di cui circa 500 a maggior rischio per la possibilità di evadere; se negli scontrini, fatture e ricevute fiscali venisse indicato il proprio codice di attività, prima della dichiarazione dei redditi si potrebbero estrarre a sorte una decina/quindicina tra questi e riconoscere ai possessori di tali documenti (da conservare come tutti gli altri) una detrazione d’imposta dal reddito. In questo modo, chiunque si rivolgesse a bar, ristoranti, idraulici, dentisti, ecc. avrebbe interesse a farsi rilasciare il documento fiscale sperando di poter godere della detrazione anzidetta che non dovrebbe essere inferiore al 30% (non dimentichiamo che l’aliquota iva ordinaria è del 21% ed è per questo che di solito non viene chiesta fattura agli artigiani) La promozione dei consumi potrebbe essere agevolata riconoscendo alle imprese una esenzione o riduzione di imposta su una percentuale pari a quella destinata ad essere distribuita ai lavoratori. Es.: una srl ha un utile di € 1.000.000 se destina il 20% (deducibile) alla remunerazione dei propri lavoratori (che essendo inserita in busta paga sconterebbe le imposte del caso) potrebbe godere di una pari percentuale di utili non tassati eventualmente da distribuire liberamente e sempre con la relativa tassazione in capo ai percipienti. In questo modo verrebbe immessa liquidità destinata ai consumi. La produttività potrebbe essere invogliata (sempre che esista un mercato disposto ad assorbirla) riconoscendo a chi produce reddito, un ristorno sulle imposte calcolate sulle aliquote inferiori. Anche questo caso necessita di chiarimenti: supponiamo che non abbia interesse a spingere oltre la mia attività perché ritengo non conveniente produrre il mio reddito oltre i 75.000€ in quanto ritengo elevata l’aliquota marginale del 43%; se lo stato mi riconoscesse un ristorno di 2 punti sul primo scaglione di imposta, potrei essere invogliato a proseguire l’attività per poter, oltre che guadagnare di più anche di usufruire, superato un altro limite di reddito, di un’ulteriore bonus d’mposta su quelle pagate sui scaglioni precedenti e così via.
Lo so non sono idee da professore, ma da operaio del settore che stando sul campo di battaglia lavorativa tutti i giorni sente le lamentele della gente comune, imprenditori compresi e delle difficoltà che incontra ogni momento della sua vita e ne metabolizza l’umore.
Allego il link dove potete trovare la versione completa della nota informativa che inviavo ai clienti per aggiornarli sulle novità fiscali.

EVASIONI E SOCIETÀ DI COMODO: NUOVO (E PESANTE) CONCETTO

Concludo perché ho appena cenato e quando si parla di fisco mi si rivolta lo stomaco

22 maggio 2022 Enrico Masucci

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emasucci

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