CHI MI RAPPRESENTA?

Finalmente siamo arrivati alle elezioni e sono pure state archiviate.
Vediamo i risultati attraverso il seguente quadro sinottico
Aventi diritto al voto 46.021.000 voti validi 27.554.000 poco meno per il senato. In media 59,87%, pensavo peggio

Camera Camera Senato Senato
% Seggi % Seggi
FDI* 25,99 69 26,01 34
PD** 19,7 57 18,96 31
M5S*** 15,43 51 15,55 23
LEGA 8,77 23 8,85 13
F.I. 8,11 22 8,27 9
TERZO POLO**** 7,79 21 7,73 9
VERDI E SIN** 3,63 11 3,53 3
SVP***** 0,42 1 1

CANDIDATI UNINOMINALI

* 121
** 12
*** 10
**** 2
LISTA DE LUCA 1

• Gli italiani all’estero, circa 1.000.000 hanno dato alla camera 4 seggi uninominali al centrosinistra, 2 al centrodestra, 1 ai 5s ed 1 al movimento associativo italiani all’estero; al senato 3 al centro sinistra ed 1 al Maie

(fonte ministero dell’interno)

Quindi vogliono la destra il 42,87 degli italiani a cui si contrappone il restante che è la maggioranza, ma i seggi distribuiti in parlamento hanno diversa composizione: il centro destra ha 349 parlamentari su 600 (il 58%), il centro sinistra ne ha 126, il m5s ne ha 90, il terzo polo 30 lista DeLuca 1, svp 2, maie 2. Qualcosa non mi torna, sembra il gioco delle tre carte.
È il classico caso in cui il truffatore è rimasto truffato; si, perché l’attuale legge elettorale è frutto della riforma del 2017 voluta dall’allora capogruppo PD Ettore Rosato, (oggi in italia viva), da qui l’appellativo di rosatellum ed allora il PD pensava di essere invincibile (cosa facesse ritenere loro questo: boh), ma le regole sono per tutti e ad usufruirne oggi è stata la Meloni. Se avessero guardato il problema con ottica più gestaltiana, forse oggi avremmo una disciplina elettorale che rappresenti in modo più equo, nel parlamento, i cittadini.
L’insieme è diverso dalla somma delle singole parti.
Qualunque legge elettorale però non aumenterebbe le capacità degli eletti; per quello ci vorrebbe preparazione e scuole di partito, oltre che di pensiero, come una volta c’era ad Ariccia, anzi io le renderei obbligatorie per tutte le formazioni politiche. “Un politico è qualcuno che pensa alle prossime elezioni, mentre lo statista pensa alla generazione futura. Il politico pensa al successo del suo partito, lo statista al bene del suo Paese”. La citazione, ripresa da Alcide De Gasperi, è del teologo statunitense James Freeman Clarke (1810-1888)
5 ottobre 2022 Enrico Masucci

1 Commento

  • Dopo quasi 2 secoli, J. F. Clarke non ha trovato ancora un seguace….!!!!
    Infatti nessun politico, al di la del pensiero estemporaneo, ma inutile, di qualche statista, e quindi nessun governo, è riuscito a gestire in modo brillante 2 guerre ( e 1/2 : vedi Ucraina), due pandemie e la lenta morte della natura… Una prece 🙏

By emasucci

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