Cuore matto

La medicina in generale ha fatto enormi progressi negli ultimi anni consentendo il prolungamento della vita umana media.

In questa breve chiacchierata vorrei affrontare argomenti di Medicina dello Sport e Cardiologia con un taglio diverso dal solito, forse più comprensibile e quindi ritengo più utile. Ad esempio, potremmo parlare delle sempre più frequenti aritmie cardiache che si verificano anche a causa della situazione pandemica in corso che può determinare stimoli negativi sulla psiche delle persone e di conseguenza favorire l’insorgenza di tali disturbi cardiaci.

Innanzitutto, dobbiamo definire il termine aritmia, cioè un ritmo cardiaco non regolare; normalmente il cuore si comporta come una grande orchestra in cui tutti gli elementi lavorano con armonia producendo un gradevole effetto globale. Ma se si verifica l’errore anche di un solo elemento ecco che si perde il ritmo.

Analogamente ogni battito cardiaco deve essere in armonia con il funzionamento totale del cuore, perché solo in questo caso il sangue può scorrere in maniera utile per poter nutrire tutto l’organismo, senza che si verifichino rallentamenti o pause pericolose.

Quindi se il ritmo non è regolare si possono verificare appunto una serie di aritmie: da quelle sostanzialmente benigne, a quelle molto pericolose addirittura per la vita del soggetto.

Molto spesso tali disturbi del ritmo si presentano con un cuore sano, che però subisce stimoli negativi spesso prolungati, di varia natura: mancato svuotamento gastrico, mal digestione, eccessiva presenza di aria nell’addome, calcolosi della colecisti, ansia, depressione, attacchi di panico, turbe della funzione tiroidea e via dicendo.

Quando si raggiunge un elevato livello appunto di stimoli negativi, può avvenire il cambiamento del ritmo cardiaco producendo delle banali extrasistoli, molto frequenti, ma talvolta aritmie più complesse come la fibrillazione atriale e le varie tachicardie.

In particolare, nella fibrillazione atriale si viene a determinare un ritmo caotico (viene definita come aritmia completa). Comunque, il cuore continua ad espletare la propria funzione contrattile permettendo quindi di tenere in vita il soggetto, anche se spesso si rischiano coaguli ed embolie a causa della diversa circolazione sanguigna.

Fortunatamente oggi disponiamo di farmaci anticoagulanti (nuovi NAO) che sono piuttosto maneggevoli e con pochi effetti collaterali che fanno diminuire drasticamente il rischio di conseguenze nefaste per i pazienti affetti da tali frequenti aritmie.

Esistono comunque anche disturbi del ritmo gravi che si manifestano improvvisamente senza nessuna precedente avvisaglia

soprattutto in Italia non esiste una sufficiente cultura della prevenzione e questo potrebbe essere uno spunto di riflessione affinché si comprenda che soprattutto in assenza di sintomi si possono prevedere importanti aritmie con l’esecuzione di esami cardiovascolari semplici, spesso non invasivi che potrebbero fornire le giuste informazioni, anche con una spesa modesta per il SSN.
Vorrei ribadire che questo piccolo intervento ha semplicemente sfiorato un argomento più vasto costituito dalle aritmie cardiache. Spero però che possa servire ad incuriosire e quindi favorire l’approccio alla prevenzione cardiovascolare.
Dr Roberto Ruggeri
Specialista in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare e Medicina dello Sport.

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