DIALETTO NAPOLETANO…ED ALTRO ANCORA


Quando si parla di dialetto Napoletano non ci si può limitare al solo lessico, questo è il contenitore di una filosofia, di un modo di vivere e di essere che ci trasporta in un mondo a sé stante.
Non vorrei apparire campanilista dato che le mie origini, da parte di padre, sono napoletane: mio nonno aveva lo studio dentistico a piazzetta del leone a Mergellina e mio padre nacque in via chiaia. Pare che la scultura di Gemito, di cui mio nonno era amico, conosciuta come “lo scugnizzo” raffiguri mio padre ovviamente da bambino.

Quando arrivi a Napoli vieni avvolto da quella atmosfera che i napoletani sanno creare attraverso il loro carattere e la loro allegria nonostante siano un popolo che, dall’unità d’Italia, ha subito angherie e sopraffazione di tutti i tipi.

Appena annessa al regno sabaudo fu depredata dei macchinari tessili di san Leucio, tra i più moderni in Europa, che vennero prelevati e messi a disposizione della famiglia Marzotto facendone la loro fortuna; subito dopo, il 9 luglio 1864, fu emanato un regio decreto legge che suddivideva i comuni in base al numero degli abitanti in cinque classi: le prime quattro definite chiuse e concentrate al nord, mentre l’ultima detta aperta e caratterizzante i comuni del sud. Detta così, la cosa sembrava fatta solo per fini organizzativi e statistici, ma fu inserita in una norma che riguardava il pagamento delle tasse governative e del dazio comunale di consumo; ovviamente le tasse le pagavano i comuni aperti e ne usufruivano i comuni chiusi.
https://www.sba.unifi.it/upload/scienzesociali/mostre/costruire_italia/dazio_consumo.pdf

Cosa dobbiamo pensare di quei Savoia

Dopo l’assorbimento di questa prima parte, continuerò con un piccolo excursus storico

28 ottobre 2022 Enrico Masucci

Aggiungi un commento

emasucci

Stiamo in contatto

Buona giornata a tutti voi,
Ho creato questo blog per far sì che ognuno di noi possa esprimere le proprie opinioni liberamente, senza condizionamento alcuno, per favorire quella riflessione che ci porti a ragionare con la nostra testa. Se riusciremo ad estrapolare i fatti dalle campagne di persuasione dei media e trarremo le nostre conclusioni in merito, saremo più liberi ed assorbiremo meno passivamente le tesi che il “potere” vorrebbe imporci.
Il primo segnale che ho avuto nel voler suggerire questa ispirazione di vita, che naturalmente dà fastidio a chi vorrebbe che si aderisse in modo inerte alle loro idee, me lo ha dato facebook che ha disattivato il mio account dove segnalavo unicamente l’uscita di un articolo per invitare gli utenti a leggerlo.
L’esortazione che vi faccio è quella di partecipare, se vorrete inviare un commento od un articolo, su qualunque argomento riteniate opportuno, lo pubblicherò. Unica condizione è il rispetto degli altri, per cui evitate offese, turpiloquio o pornografia.
Per proteggere questa libertà, il blog non accetterà pubblicità o finanziamenti da parte di terzi. Se vorrete chiarimenti, potete chiederli compilando il modulo che troverete nella sezione contatti del sito.
Con l’auspicio di leggervi presto, vi do il mio sentito benvenuto