IL PARADISO PUO’ ATTENDERE

 

Ero arrivato al capolinea, dopo mesi di fiacca, sonnolenza, in pratica di vita vegetativa mi chiama il cardiochirurgo per sottopormi a visita e dopo 2 giorni mi convoca per il ricovero ospedaliero previsto la domenica successiva.

Mercoledì 25 ottobre è il gran giorno: vengo operato e durante il colloquio con il chirurgo chiedo se è possibile riprendere in video l’intervento; faccia sorpresa del medico che confessa di trovarsi per la prima volta di fronte ad una richiesta del genere; in conclusione mi ritrovo a colloquio con la psichiatra che dà il via libera, non so con quale motivazione, probabilmente non ci avrà capito nulla neanche lei.

Dopo qualche ora mi ritrovo in camera: operazione perfettamente riuscita e dopo un paio di giorni in  terapia intensiva passo alla sub intensiva  dove ci passo solo una notte per ritrovarmi il giorno dopo di nuovo in terapia intensiva intubato e con il catetere. Cosa era successo? Una complicazione respiratoria che ha fatto temere il peggio, ma se uno muore il dolore non è il suo, ma dei cari che rimangono, proprio come quando uno è deficiente.

Fatto sta che i medici parlando con mia moglie le hanno detto che non capivano come fossi ancora vivo, un altro sarebbe morto da tempo.

Se la  domanda l’avessero rivolta a me, avrei saputo dar loro una risposta: con una mamma morta a 96 anni ed una zia vivente di 103 sarebbe stato tutto chiaro.

Ma torniamo al campus dove mi sono operato: io l’ho ribattezzato l’ospedale dove non si muore, si perchè in tanti giorni di permanenza non ho mai visto nessuno che sia morto a parte uno che aveva avuto un incidente stradale.

Appena arrivato c’era un paziente (che altro poteva fare se non pazientare?) che ritenevo fosse già morto, con un infermiere che lo accudiva e che credevo volesse perdere tempo. Gli chiesi perchè ci perdeva ancora tempo e lui mi ha risposto che finchè il cuore pompava, c’era speranza; fatto sta che dopo tre giorni di assistenza assidua ha riaperto gli occhi ed ha ripreso a vivere, forse si chiama Lazzaro.

Alla prossima dove vi racconterò delle esperienze successive

07 dicembre 2023                         Enrico Masucci

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By emasucci

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