REFERENDUM O RUOTA DELLA FORTUNA?

Domenica prossima saremo chiamati ad indicare la nostra volontà su alcuni aspetti fondamentali della vita quotidiana.
Come ho indicato in un altro articolo, ttps://www.valutoergosum.it/liberta/, l’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o limitazioni.
Per poter dire di avere scelto in piena coscienza, occorre essere informati e preparati sugli argomenti da votare, invece anche questa volta si vorrebbe farci votare al buio. Sì, perché chiedere se mantenere o abrogare delle norme in essere, è come se, volendo ristrutturare un appartamento, demolissimo l’esistente senza avere un progetto su come ricostruirlo.
Passo al pratico.
Primo referendum, scheda rossa, sull’abolizione della incompatibilità a ricoprire cariche pubbliche in caso di condanna, in cassazione e quindi definitiva, superiore a due anni per reati gravi contro la comunità, quali corruzione, concussione, collegamenti con la criminalità organizzata o il terrorismo (legge Severino). Si propone, sic et simpliciter, di abolire la norma, fine.
Secondo referendum, scheda arancione : vogliamo abolire la norma che prevede la carcerazione preventiva se per reati fino a 5 anni o 4 se ai domiciliari? E cosa si propone come modifica? Niente, così saranno liberi anche i violenti, i truffatori e i persecutori. Forse i proponenti non ci hanno pensato, ma il pressapochismo dei nostri politici è cosa nota: i giudici (questi giudici che abbiamo) decideranno se trattenere o meno gli imputati.
Terzo referendum, scheda gialla: separazione delle carriere dei magistrati. Oggi i nostri giudici e i p.m. condividono la stessa casa e passano da una stanza ad un’altra a proprio piacimento. La forma mentis che si plasma in un individuo è ben diversa quella di chi deve giudicare da quella di chi deve accusare, per cui la decisione su cosa fare da grandi bisogna prenderla subito e per sempre.
Quarto referendum, scheda grigia: valutazione dell’operato dei magistrati. Ogni 4 anni, un Consiglio disciplinare formato da magistrati, avvocati e professori universitari in materie giuridiche, si riunisce per valutare l’attività svolta dai nostri magistrati. Tutti dicono la loro, ma poi solo i componenti magistrati decidono. Quanta democrazia in questo, dite la vostra che a decidere di me, sono io. La proposta consiste nell’ampliare la platea decisionale agli avvocati e professori, meglio di niente.
Quinto ed ultimo referendum, scheda verde, si vogliono rivedere le regole di elezione a membro del CSM. Dopo il caso Palamara, vengono messe in dubbio le attuali che prevedono la nomina dei membri per un terzo da parte del Parlamento e per due terzi dai magistrati stessi, attraverso una candidatura decisa dalle correnti politiche dei magistrati che presentano la propria con il sostegno di 25 di loro. Qui entrano in ballo la lottizzazione e gli accordi politici, votando sì, si può liberamente presentare la propria candidatura senza necessità di passare sotto le Forche Caudine.
Piccolo blitz per rasserenare la mia coscienza.
7 giugno 2022 Enrico Masucci

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By emasucci

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