TIRIAMO LE SOMME

esta volta non è andata allo stesso modo.

Appena entrato non si respirava la stessa aria del reparto cardiologico che mi aveva accolto la prima volta,

TIRIAMO LE SOMME

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Veniamo all’esperienza con il reparto medicina del policlinico Casilino: questa volta non è andata allo stesso modo.

Dopo circa 8 mesi di turismo ospedaliero posso ritenermi sufficientemente documentato, tanto da poter financo assegnare un premio… AUCHSWITZ .

Tutto è iniziato a luglio 2023, quando sono stato ricoverato per la prima volta all’ospedale di Civitavecchia dove mi hanno ricoverato per insufficienza respiratoria.

Tralascio giudizi o commenti sui pronti soccorso di qualunque ospedale abbia frequentato, vincerebbero a mani basse.

Parlo dei reparti che mi hanno accolto e soprattutto del servizio infermieristico.

Su ognuno di loro ho fatto un articolo che potrete trovare nella sezione salute del blog. In questo articolo li richiamerò ove renda più funzionale lo stesso.

Sia ben chiaro che la scelta del policlinico Casilino l’ho fatta io memore di quella precedente al reparto cardiologico, questo è quello di medicina, tutt’altra cosa.

Veniamo all’esperienza avuta.

E io che me la portai al fiume credendo che fosse ragazza e invece aveva marito, recita una poesia di Garcia Lorca, la sposa infedele

Appena arrivato, non respiro la stessa atmosfera organizzata precedente, anzi mi sembra che sia affidata all’estemporaneità di chi si sveglia prima.

Passiamo all’atto pratico, il primo giorno devo effettuare un prelievo arterioso e so per esperienza che è doloroso, mi carico di pazienza sapendo che a volte occorre fare più di un tentativo ma oltre 15 mi sono sembrati troppi, per cui chiedo di smettere, ricordandole che sono un paziente e non una cavia parole al vento per cui l’allontano spingendola con la mano chiusa a pugno, ma senza alcuna forza; voleva denunciarmi e l’ho invitata a farlo, al momento non mi è arrivato alcun avviso di garanzia per tentato omicidio.

Altri episodi? Non c’è che l’imbarazzo della scelta: se li chiamavo, ripetutamente, cosa che li infastidiva molto, era perché si affacciavano, io avevo 3 o 4 cose da chiedere, ma loro scattavano e non facevo in tempo a terminare le mie richieste; io uso da circa 20 anni il cpap, ma loro hanno asserito che dovevo usare il loro con maschera in ferro che faceva male perché il mio non era buono: nella lettera di dimissioni hanno scritto che il mio era valido. Una notte che ero riuscito a dormire con il mio, mi sono risvegliato con il loro con conseguente indolenzimento della testa: qualcuno me lo aveva sostituito; una mattina alle 4 mi ha svegliato una suora con un colpetto alla schiena, senza alcun motivo.

Sempre a proposito di cpap, che ha un sistema di nastri per fissare la mascherina e se non è ben preciso suona un allarme fastidiosissimo, ero riuscito a sistemarle dopo quasi 3 ore di tentativi (considerate che non sono autistico), me lo hanno strappato di mano e impedito di indossarlo;  una notte un’infermiera mi voleva togliere il campanello d’allarme ed ho dovuto ingaggiare una prova di forza per dimostrare che dio me lo ha dato e guai a chi me lo tocca. Pertanto, assegno il primo premio ad insindacabile mio giudizio, con grande distacco dal secondo posto, al reparto medicina del policlinico Casilino

Probabilmente potreste leggere: dopo breve sofferenza, gli infermieri hanno raggiunto la pace dei giusti, le esequie di Enrico Masucci si Svolgeranno domani

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emasucci

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