TRADIMENTO

TRADIMENTO

Quando si parla di tradimento, il pensiero va subito alle corna, forse perché sono ambedue nella e sulla testa; in questo caso, gli unici ad essere sicuri di non averle avute sono stati Adamo ed Eva.

Ma non solo corna, parafrasando la canzone di Sabrina Salerno, oltre le corna c‘è di più.

Per capire come vada interpretato il termine, dovremo partire dall’etimologia della parola avvalendoci dell’aiuto delle lingue morte (in sintonia con le conseguenze che in vari casi hanno portato ad un omicidio): il latino.

Il termine deriva da tradere, composto da “tra” oltre e “dere” consegnare. La medesima desinenza l’ha anche la traditio, aspetto positivo in quanto si tramandano ricordi, pensieri e sentimenti, mentre traditus è quello negativo, la consegna di una persona o di una cosa al nemico. L’immagine che se ne trae alla base ci riporta alla mente un’antica epoca in cui il tradire era inteso come qualcosa di molto fisico.

Sia in Grecia che nell’antica Roma il problema del tradimento coniugale non si poneva, essendo ambedue le (civiltà?) società improntate sul patriarcato: l’uomo poteva far baldoria come voleva, mentre la donna non aveva alcun diritto al pari degli schiavi.

Questo stato di cose è durato fino al medio evo: la prepotenza cattolica ha inciso pesantemente e negativamente sulla evoluzione del pensiero e solo con l’800 ed il bovarismo si possono intravedere segnali di cambiamento.

La donna reclama il suo diritto al piacere e da quel momento comincia a farsi strada il concetto di tradire la fiducia che una persona ripone in te.

Partendo da questo presupposto, perché si tradisce? Secondo uno studio di psicologi dell’indiana, i motivi sono i più disparati: dal provare nuove emozioni a quello, vicino concettualmente, di superare un momento di noia. A volte si tradisce per un motivo più serio come il provare amore verso un nuovo partner, ma anche più frivolo come il voler soddisfare il proprio ego maschilista o il verificare le proprie potenzialità sessuali ed in quel caso ci troviamo di fronte ad una verifica delle capacità per superare le proprie insicurezze.

Non ho trovato il caso “dell’impossibilità sopravvenuta” come quella in cui uno dei partner non possa avere rapporti intimi a causa di una malattia. Secondo me, forse perché ne sono coinvolto, è un aspetto che merita un capitolo a parte.

Adesso voglio riallacciarmi al concetto della fiducia. Tradisci il partner se lo deludi nelle sue aspettative, se adotti un comportamento che il compagno/a non si sarebbe mai aspettato facendo perdere le speranze riposte ed il senso di sicurezza nei tuoi confronti.

La conquista del traditore, fu vera gloria? A voi la parola, spero, per aprire la riflessione auspicata.

Il prossimo articolo verterà sul capitolo a parte.

12 maggio 2022 Enrico Masucci

2 Commentì

  • Il tradimento è un concetto molto ampio,in questo caso prendo ad esempio amore e amicizia. Per quanto mi riguarda,in amore, non condanno a prescindere il traditore, nonostante una decina di anni fa non l’avrei mai pensata come ora. Sono convinta che sia quasi impossibile non avere desiderio per un’altra persona al di fuori del proprio partner soprattutto per relazioni che durano anni, e i motivi possono essere molteplici . Se un giorno ad esempio dovessi scoprire di avere le famose corna, ne vorrei capire il motivo e avere spiegazioni, e non chiuderei una relazione a prescindere.
    Per quanto riguarda invece l’amicizia la penso diversamente. Un amico è un compagno di vita che vedrà molti uomini/donne andarsene da te, un amico c’è nei momenti belli ma anche in quelli brutti e sarà sempre pronto per sostenerti..o perlomeno così dovrebbe essere.. dunque un tradimento in amicizia non credo sarei in grado di perdonarlo.

emasucci

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