È il titolo di un film di circa 30 anni fa in cui un uomo, a causa delle continue vessazioni subite sul lavoro ed in famiglia, esce fuori di testa e fa una strage.
Quella era la storia scenica di un giorno di un singolo, questa che stiamo vivendo noi tutti oggi che dura nel tempo, è la reale follia del genere umano; qualche esempio? Non si ha che l’imbarazzo della scelta.
Parto da uno personale: sto intentando causa ad un precedente gestore del mio portale sulla sanità e mi viene richiesto dall’attuale gestore di fornirgli dati sulle mail scambiate con il precedente relative alle promozioni marketing. Sanno perfettamente che il precedente gestore mi ha negato, illegalmente, gli accessi al sito e quindi gli rispondo che per deduzione logica dovevano presumere che tantomeno avevo le credenziali alle mail marketing e comunque non mi risultano azioni promozionali di tale tipo; fin qui posso giustificarli: un momento di défaillance; quello che mi ha depresso è stata la loro richiesta successiva che mi chiedeva l’invio di comunicazioni di tale tipo intercorse con il provider sostituito. Scopro così di parlare un pessimo italiano, uguale a quello usato nelle varie regioni dopo l’unificazione dell’Italia, per cui il nord non capiva il sud e viceversa.
Passo ad un esempio nazionale e, per puro caso, estraggo a sorte il M5S, fulgido esempio di parvenza illusoria buona a gettare fumo negli occhi dell’elettorato che si adegua al clima demenziale.
Vantano il merito di aver avuto un’idea originale: il reddito di cittadinanza, tentativo effettuato 200 anni prima da Louis Blanc e Pierre- Joseph Proudhon in Francia, che fallì per gli stessi motivi emersi in quello nostrano contemporaneo. Ma non ci si ferma lì, forse per meriti scolastici (massimo dei voti alla maturità), hanno promosso al dicastero degli esteri Luigi Di Maio che dovrebbe rappresentare l’Italia e dare un’immagine di cultura e capacità di tutti noi: vi ci riconoscete?
Vabbè direte voi, hai preso un caso patologico, parla di qualche altro: ok, passiamo a Di Battista. Anche lui, come la plebe si è ritirato sdegnosamente sull’Aventino dopo la formazione del governo Draghi, con un premier, a suo dire, inadatto a ricoprire quel ruolo. Bravo, i nomi, vogliamo i nomi di qualcuno meno peggio di Draghi; si, perché di buono in giro c’era ben poco e tuttora non si vede la luce in fondo al tunnel che sembra molto lungo.
Oops, ho paragonato Di Battista alla plebe, mi scuso con l’interessato richiamando un personaggio più all’altezza: Cicerone, anche se tanto riccioluto non mi sembra.
Anche lui, torna dalla campagna per affrontare la congiura di Catilina e mentre litiga con lui, tra i due litiganti spunta Ottaviano, un imperatore, forse esagero, ma un nobile si, minimo un Conte, che va avanti facendosi largo nel deserto del proprio elettorato. Ma Di Battista guarda tutti dall’alto in basso e concede la propria presenza se il movimento 5S recede dal governo. Capite, un politico che non si rende conto che ormai nel movimento il 5 sta per elettori che li votano.
Chiudo con un esempio europeo: si stanno studiando nuove e più tremende sanzioni contro la Russia per la sua “aggressione” all’Ucraina. Visti i risultati avuti fino ad adesso, se tutto va bene siamo rovinati.
Torna d’attualità la lettera, di cui ne estrapolo alcuni passi,
che Kipling scrisse al figlio:
Se riesci a non perdere la testa quando tutti
Intorno a te la perdono, dandone la colpa a te.
Se riesci, incontrando il Trionfo e la Sconfitta,
a trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi tendini
A sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
E di conseguenza resistere quando in te non c’è niente
tranne la tua Volontà che dice loro: “Resistete!”
Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo,
tua è la Terra e tutto ciò che è in essa e, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!
Rudyard Kipling
29 giugno 2022 Enrico Masucci
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