VADO A VOTARE, MA CHI?

Che fretta c’era? Non facciamo in tempo a capire cosa sia successo che già ci spingono verso le urne. In molti, oltre me, sono perplessi su chi votare, la classe politica è di livello molto basso e la riduzione dei parlamentari non ne ha elevato la qualità, ha solo ridotto il n. dei parcheggiati a spese della società, è già un risultato.
Ma si deve andare a votare e come diceva Voltaire, “la politica è il mezzo attraverso il quale persone senza morale comandano su persone senza memoria”.
Draghi non andava bene? Ci sarebbe stato un altro nome in grado di gestire i 209 mld che Conte era riuscito ad ottenere dalla UE? È forse un pericoloso arrivista che avrebbe sperperato il denaro per fini personali?

Prendendo spunto da Pericle, vorrei analizzare i profili degli aspiranti candidati, perché è giusto votare con consapevolezza.
Partiamo da quella che i sondaggi danno per favorita (proprio come le passate elezioni amministrative)
Giorgia Meloni, segretario dei FDL: giovane signora rampante dalla parlata genuina come solo quelli cresciuti alla Garbatella sanno esprimere. Ha una sua cultura dichiarando di essersi diplomata al liceo linguistico Amerigo Vespucci, però tale istituto è di tipo professionale e non può rilasciare diplomi. Ma questo è un dettaglio; a 15 anni aderisce al fronte della gioventù e 4 anni dopo diventa responsabile di azione studentesca. Sotto l’egida di Fini, non ancora fulminato sulla via di Damasco, a 29 anni diventa deputato di alleanza nazionale; nello stesso anno prende le distanze dal fascismo ed elogia la costituzione italiana ricevendo l’apprezzamento della comunità ebraica, e diventa, nel governo Berlusconi, la più giovane ministro dall’unità d’Italia assumendo la responsabilità del dicastero della gioventù. Critica e si dichiara contraria alla riforma pensionistica introdotta dalla Fornero grazie anche al suo voto favorevole. Chiara e ferma nella sua visione della società, è contraria ai matrimoni tra gay e tantomeno all’adozione di un bambino da parte loro; sulla stessa linea per quanto riguarda la libera autodeterminazione nel fine vita e per quanto riguarda l’immigrazione…che ve lo dico a fa’.  La sua conformazione (politica) mentale si sposa perfettamente con quella di Salvini avendo con lui una sorta di odio-amore che li lega da anni. Oltre a quanto detto, a lui è legata dall’ottica contraria ad una società multiculturale, alla legalizzazione della cannabis, all’aborto farmaceutico, al biotestamento ed al divorzio (che glie frega, lei non si è sposata e se dovesse separarsi dal compagno, nessuno può accusarla di comportamento contraddittorio, l’importante sono le etichette, mica la sostanza), all’educazione sessuale nelle scuole superiori ed al reddito di cittadinanza (per come è formulato, qualche perplessità l’ho anche io). Favorevole invece alla castrazione chimica per gli stupratori, al diritto alla legittima difesa (deve essere sempre considerata tale), all’abolizione del reato di tortura per permettere alle forze dell’ordine di svolgere “serenamente” il loro lavoro e propende per una repubblica presidenziale; Quanto amore per Orban. Nessuno osi, di conseguenza, accusarla di essere fascista, lo dimostrano i fatti.
Vediamo per ultimo come si è comportata da parlamentare, secondo le statistiche di “Openpolis” organo istituzionale:

https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/556/sf_highlight/giorgia+meloni

in parlamento è stata presente il 35% delle votazioni ed ha accumulato il 65% di assenze, ma non si è nascosta dietro la scusa delle missioni, insindacabili o verificabili, per prendersi i gettoni di presenza.

12 Agosto 2022 Enrico Masucci

4 Commentì

  • Come sempre, l’articolo scorre fluente… Mi farà piacere leggere l’analisi anche degli altri candidati👍

  • La situazione è veramente preoccupante. Votare è un dovere per ognuno di noi, oltre che un diritto acquisito con sacrifici enormi, ma non abbiamo punti di riferimento per poter scegliere. Vuoto totale.

emasucci

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